Disclaimer: avendo, come tutti, una vita e dei tempi personali, questa non è una lista di chi ha visto OGNI film e OGNI serie e ne fa una classifica. È una selezione delle cose migliori tra quelle che per tempo e scelte personali è capitato di vedere.
I film da ricordare

The Brutalist
Anora
Vampira Umanista Cerca Umano Consenziente
Una notte a New York
28 Anni dopo
Train Dreams
Lost in Starlight
The Perfect Neighborhood
Flow (2024)
La mappa delle piccole cose perfette (2021)
Menzioni: Una Battaglia dopo l'altra, House of Dynamite, The Girl with the Needle, Us.
Dicono che ormai il cinema sia arrivato alla fine. E i numeri freddi dicono che, in effetti, gli spettatori sono in calo e siano sempre meno i film che colpiscono collettivamente un grosso pubblico.
Quello che nessuno ha il coraggio di ammettere è che siamo peggiorati noi come ascoltatori, distratti e poco inclini ad uscire, andare fuori di casa, concentrarci per due ore e lasciarci affascinare da un film.
Insomma: non mancano i film, manchiamo noi. Eppure le storie belle ci sono eccome: “The Brutalist” è un grande film, una epopea di tre ore che racconta una persona nel suo cambiare il mondo attraverso l’architettura.
Ma è bello anche “Anora” per quanto doppiato in italiano soffra un pò, nel suo essere un film che sa far ridere e piangere contemporaneamente, sono belle le introspezioni di “Una notte a New York”, il dialogo intenso tra una donna e un taxista in una notte nella città americana così come perfetto, o quasi il ritorno di Danny Boyle con “28 anni dopo”, che sa lasciarsi andare senza se e senza ma nel raccontare una nuova storia zombie e allo stesso tempo parlare di uomini.
Tra le chicche, la perla più sconosciuta è sicuramente “Vampira Umanista cerca umano consenziente”, delicatissima storia di…amicizia? tra una giovane e involontaria vampira che cerca qualcuno che sia d’accordo con il donare il proprio sangue per la sopravvivenza di lei. Soprattutto un film di formazione, in sostanza, da recuperare.
E se il colpo di coda nella cinematografia lo sembra avere dato “Train Dreams” preso da Netflx, grande storia all’interno degli Stati Uniti di fine ottocento e inizio novecento, delicata e struggente, c’è spazio anche per l’animazione.
Due i prodotti da ricercare (fatto salvo che è tutto meritato il successo di K-Pop) e sono “Flow”, uscito in realtà nel 2024, che ha fortissimi echi di Wall-E nel presentare un film qui interamente muto, che parla di natura e animali e “Lost in Starlight” primo film di animazione ad alto budget coreano, che racconta di spazio, amori e perdite con qualità eccezionale e grande cuore.
Occhio infine ad un prodotto anomalo di cui si è parlato poco: “The Perfect Neighborhood”. Quando sono arrivati i titoli di coda non ero sicuro che, potendo tornare indietro, avrei voluto vedere quello che avevo visto. Non è finzione, non è ricostruzione, non è racconto: è la verità di una follia e di una storia di insofferenza e disturbo finita in un omicidio. Però colpisce, come tutto possa nascere in un qualunque quartiere, tra bambini e adulti e di come in quella umanità ci sia purtroppo tanta incapacità di convivere.
Le serie da ricordare

Adolescence
Cent'anni di Solitudine
The Bear 4
Etoille
Che annata per le serie: non fosse altro che rispetto ad altri anni la sensazione è che ci siano stati diversi prodotti originali rispetto a seguiti o altro.
Comprese serie di cui si è parlato molto, da The Pitt a Pluribus, la nuova serie di Vince Gillians, autore di Breaking Bad e Better Call Saul. Ma quelle non abbiamo avuto ancora modo di vederle.
Parliamo allora di quattro prodotti dall’ottimo all’eccezionale.
Eccezionale, sopra ogni altra cosa, è “Adolescence”: nemmeno ne dobbiamo parlare, è stato un fenomeno che ha abbattuto ogni barriera in poco tempo, generando un passaparola per una storia girata, recitata e scritta in maniera divisa.
Quattro lunghissimi piani sequenza, un paio di interpretazioni della vita (cosa non è l’episodio tre) per qualcosa che non vedremo spesso in futuro, perché non è facile pensarlo anche a tavolino.
Due novità poi: “Cent’anni di solitudine”, nella sua prima parte è un’opera maestosa che prende il libro, lo consegna al popolo che l’ha scritto riuscendo a non voler spettacolarizzare niente e fa diventare quelle pagine magia sullo schermo, così come “Etoile” è un nuovo irresistibile centro della coppia dei Palladino, quelli diventati famosi per “Gilmore’s Girls” (in italia Una mamma per amica) e poi per “La meravigliosa mrs. Maisel”.
Stavolta andiamo nel mondo del ballo e del teatro, tra Parigi e New York e tutto funziona come sempre: risate, personaggi assurdi, una scrittura sopraffina per una serie che conquista in un paio di episodi.
E infine l’unica “stagione x” (insomma non una novità) di quest’anno, ovvero la quarta di “The Bear” che dopo una terza perfetta a livello stilistico eppure un filo debole nel portare avanti la trama si libera del tutto di ogni dubbio e continua la straordinaria scrittura di questo ristorante, di quei personaggi e di questo mondo della cucina che è un pò guardare a sé stessi.
I videogiochi da recuperare

Clair Obscur: Expedition 33
Hollow Knight: Silksong
Indiana Jones e l'Antico Cerchio
Keeper
South of Midnight
Punto uno: quest’anno è successo qualcosa nel mondo dei videogiochi che succede raramente. Ovvero che uno studio sostanzialmente indipendente, con un budget limitato e qualche decina di impiegati, in piena libertà creativa ha fatto quello che tante major non riescono a fare.
Costruire un culto. Una acclamazione universale, partire dal niente e diventare fenomeno di costume, creare un immaginario, arrivare nel giro di un anno ai concerti dal vivo esauriti ovunque per le musiche del gioco.
Insomma: Claire Obscur è un viaggio, un percorso di formazione, una idea splendida e perfettamente sviluppata, una dimostrazione di talento, una avventura dove si piange e si sorride e ci si affezione e poi tutto viene più volte stravolto, come nelle grandi storie. Ce lo ricorderemo tra vent’anni.
Da lì in giù, con la consapevolezza di avere vissuto qualcosa di indimenticabile, ci sono diverse altre opere da non dimenticare.
Due opposte: la grande produzione di “Indiana Jones e l’antico cerchio” , che è quasi il film che non sono stati gli ultimi due, per la qualità di storia e ambienti che regala e quella piccolissima di tre sviluppatori che si sono presi sette anni per il seguito di Hollow Knight e ci hanno regalato Silksong.
Un viaggio spiegato di piattaforme, salti, sfide contro sè stessi e labirinti da cui capire come uscire: chi scrive non ha affatto vinto le sue prove, ancora, ma ci sarà tempo.
E poi altri due prodotti, uno piccolo e uno medio: il piccolo viaggio di “Keeper” folle storia di un…faro che si ritrova a camminare alla ricerca di sè stesso, insieme ad un uccello in una natura dove non c’è più spazio per l’uomo.
E, infine, menzioncina anche per “South of Midnight” che come gioco è solo un discreto action, ma per la parte artistica, con la sua storia che si snoda nella cultura afroamericana di ottocento e novecento, il folklore di quella mitologia poco raccontata eppure piena di dolori e rinascite, su una superba colonna sonora in direzione di blues, si fa ben ricordare tra quei prodotti di cui si parla poco e che pure meritano tanto.