Ogni anno si leggono libri e, da un pò, capita pure di scriverne. Al momento il 2025 è stato sia l’anno della vera uscita e promozione del mio primo romanzo e parallelamente della scrittura del secondo, qualcosa che non è ancora stato rivelato e di cui, spero, si parlerà nel 2026.
Però oggi siamo qui a parlare delle cose belle che scrivono gli autori nel mondo, immensamente più belle di qualunque cosa uno possa provare a fare.
Prendiamo quindi le cose migliori: qui di seguito i sette libri, più uno, che vale la pena ricordare negli anni futuri.
Intermezzo – Sally Rooney

Intermezzo è il quarto libro di Sally Rooney e, secondo me, il suo punto di crescita maggiore. Non che gli altri non fossero belli e interessanti (ad esempio la storia di Persone Normali è quasi indimenticabile) ma qui siamo ad un salto di maturità.
Uno splendido affresco di persone, due fratelli opposti che si confrontano con le loro vite, il loro ingresso dell’età adulta, il confronto con i propri sogni e le proprie sofferenze.
Davvero bello e bello che sia stato anche un piccolo caso letterario collettivo: non succede di frequente oggi (se parliamo di opere di valore profondo) ed è bello accada.
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Demon Copperhead – Barbara Kingsolvers

È abbastanza frequente oggi che si scrivano libri lunghi, come se il valore numerico sia qualcosa di aggiuntivo a livello di qualità. Non è necessariamente vero, anzi, diversi (ottimi) libri di questi anni potevano perdere un pò di pagine e lasciare respirare meglio la storia contenuta dentro ma non è, per fortuna, il caso di Demon Coppehead, nonostante le 650 pagine che contiene.
Perché è il libro di una vita, letteralmente, un lungo romanzo di formazione che racconta una vita difficile che diventa via via migliore e allo stesso tempo sempre all’inseguimento di una felicità e di un certo equilibrio.
Dalle campagne isolate della profonda America, dai primi anni di vita, all’età adulta, fotografando perfettamente il percorso di Demon, un nome, un programma, alla ricerca di sé stesso.
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Mostri – Claire Dederer

Davvero interessante, questo saggio, sia dove viene naturale condividerne le tesi che quando distaccarsene. Il libro di Claire Dederer è un viaggio profondo in questi ultimi cinque o dieci anni di scandali e di viaggio dentro un tema: come viviamo le opere fatte da persone orribili? Un regista che ha fatto il film della nostra vita e che poi si scopre violento? Il musicista che ci ha fatto sognare che si rivela una anima dannata e finisce in carcere? Cosa sono per noi dopo quelle canzoni, quei film, quei libri, quelle serie tv, come rapportarci a noi, ai nostri valori, dove sta il punto di equilibrio?
Non è detto che qui dentro ci sia una risposta: ma ci sono le domande giuste.
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La polvere che respiri era una casa – Eleonora Daniel

Sicuramente meno noto di altri, sicuramente una proposta da non perdere. Eleonora Daniel è l’editor della casa editrice Accento Edizioni ed è capitato passasse a presentare il primo romanzo qui a Ferrara. Bene: è una lettura imperdibile.
Non tanto per la trama, se vogliamo, ma per la penna che scrive, elegante e delicata e, soprattutto, originale. “La polvere che respiri era una casa” è soprattutto un romanzo originale nelle parole, in come racconta, nello stile che sorprende, stupisce e che fa capire immediatamente la differenza tra un bravo autore e uno potenzialmente bravissimo.
Qui siamo nel secondo campo: la storia è quella di una relazione che naufraga dentro a sé stessa.
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Berta Isla – Javier Marias

Scomparso nel 2022, Javier Marias è stato uno dei grandi scrittori del secolo scorso e di questo, questo è indubbio. Leggere Berta Isla è stato un viaggio: un libro che sembra direttamente provenire da qualche luogo lontano dell’ottocento e del novecento, da quella scrittura elegante e classica di chi ci si aspetta quasi di trovare in un corso di letteratura. E invece no, Berta Isla, ad esempio è stato pubblicato nel 2017 (ed è il penultimo scritto da Marias, seguito da Tomas Nevinson, che ne è un pò il proseguo) e racconta l’intera vita di Berta, donna che si ritrova ad essere moglie di una spia e di un uomo che diventa man mano sempre più sfuggente, diverso, lontano, distante.
È uno splendido libro su ciò che non c’è, sul dolore della distanza e soprattutto del non poter condividere realmente la vita dell’altro. Non è una lettura accattivante, non è nemmeno un libro che lasci a metà, con i suoi personaggi sempre misteriosi e profondamente umani.
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Federer è esistito davvero – Emanuele Atturo

Questo libro non è un romanzo, ma un saggio. E Emanuele Atturo è uno degli storici redattori dell’ottimo sito “Ultimo Uomo” e una delle più interessanti a riguardo, perché da sempre riesce a ruotare dallo sport alla prospettiva umana, a inquadrare la psicologia delle persone dentro alle storie raccontate.
E questo “Federer è esistito davvero” è perfetto: il racconto di una carriera, quella di Roger Federer, probabilmente il più grande tennista della storia in un libro che lo racconta sia nella sua onnipotenza che nei suoi maggiori difetti, nella sua imperfezione che l’ha reso una icona globale.
L’ascesa, la caduta, la resurrezione e il mitologico momento, in quel Wimbledon che non è riuscito a diventare l’istante perfetto con cui chiudere la sua leggenda.
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Numero 2 – David Foenkinos

È divertente come questo libro venga dopo il precedente. Se poco sopra parlavamo di un numero uno, qui parliamo di numeri due. Ovvero della storia di Martin Hill, immaginario ultimo personaggio scartato alla selezione del casting per essere l’attore che avrebbe poi interpretato Harry Potter al cinema.
Un lungo percorso e poi quel giorno viene scelto Daniel Radcliffe, a cui andranno fama, soldi e celebrità e non questo immaginario Martin, di cui l’autore immagina la vita parallela. Un mondo di “e se” una vita parallela alla ricerca della felicità e in fuga da Harry Potter e da tutto il mito che si costruirà poi.
Un romanzo semplice, una bella idea e un finale parecchio convincente.
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L’imperfetta meraviglia – Andrea De Carlo

Arrivato a fine anno, con un colpo di coda, alla terza persona che mi ha detto “scrivi un pò come Andrea De Carlo” e a cui rispondevo, onestamente, che non ne avevo mai letto niente. Ed è vero: Andrea De Carlo scrive un pò come me, o forse io scrivo un pò come lui o forse, visto che io non l’avevo letto e lui certamente non mi ha letto, non ci conosciamo e abbiamo una qualche affinità di anima nonostante vite, età, carriere e percorsi differenti. Questo romanzo, tra gli ultimi scritti nella lunga carriera dell’autore è un viaggio ed un incontro tra Milena, che si è trasferita in Provenza per aprire una gelateria con la sua nuova (e prima, al femminile) compagna e Nick, musicista, rockstar, vicina al matrimonio e ruota su poche giornate in cui le loro vite si incrociano, un pò plausibilmente, un pò a forza e con queste due anime che si scontrano, si schiantano per defragare entrambe o forse per ritrovare un assetto più equilibrato. Non perfetto, ma intensissimo nello sguardo psicologico e molto ben scritto, è sicuramente una piacevolissima scoperta.
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L’espressione più spontanea di una versione migliore di me – Riccardo Palombo

Non è un libro, questo: è un piccolo ebook. Non è un libro lungo, sono una cinquantina di pagine, di note registrate tra un giorno e l’altro di un cammino di montagna.
Riccardo Palombo è un giornalista e divulgatore informatico, che ha sempre lavorato in maniera diversa dagli altri, sempre legato ad una personalità complessa, insicura e maniacalmente precisa, alla ricerca di una propria verità da qualche parte e di un punto di equilibrio.
Tra siti, podcast e canali Youtube la sua voce è in giro da tanto ma questo piccolo progetto, reso in un ebook a 0,99 euro, è un breve quanto significativo viaggio interiore di una persona che si aggira per natura, montagne e scampoli di una umanità che quasi non c’è più.
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